Unità ebraiche negli Eserciti Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale

Soldato della compagnia Ebraica RASC 650 presso Borgo Panigale (BO).

La compagnia è identificabile dall’ora dell’orologio disegnato all’interno della stella di Davide sul mezzo: ore 6.50

Il territorio sul quale attualmente si trovano Israele, Giordania e Territori Palestinesi fino alla Prima Guerra Mondiale faceva parte dell'Impero Ottomano.

Il 9 dicembre 1917 il generale inglese Alleby entrò a Gerusalemme alla testa delle sue truppe decretando la fine del dominio Ottomano su tale Territorio.

Dopo la guerra la Società delle Nazioni conferì alla Gran Bretagna un Mandato per la gestione di tutto quel territorio all'epoca prevelentemente desertico; ebbe così inizio il Mandato Britannico sulla Palestina.

Il nome Palestina era stato imposto dall'Imperatore Romano Adriano nel 136 dopo aver soffocato nel sangue l'ultimo tentativo ebraico di essere indipendente sul quel territorio prima dell'età contemporanea.

Fin dall'inizio del Mandato vi fu un forte incremento della popolazione ebraica in Palestina, spinto da un'immigrazione che era cominciata già alla fine del 19° secolo che portò gli Ebrei di Palestina a cominciare a costituire le strutture di quello che sarebbe stato il futuro stato di Israele.

È curioso come in quel periodo gli Ebrei residenti in Palestina venissero chiamati, nel mondo Occidentale, soprattutto dai mandatari brittanici "Palestinesi"; mentre gli altri residenti nella regione venivano considerati della stessa cultura  Araba di quelli residenti in altre regioni dell' ex Impero Ottomano.

Per questo motivo quando all'inizio della Seconda Guerra Mondiale gli Ebrei residenti nell'area chiesero di poter fare la loro parte nella lotta contro il mostro Nazifascista vennero inquadrati in compagnie ebraiche di volontari; le quali sulla loro divisa portavano la scritta "Palestine".

Tra le compagnie Ebraiche la più nota è quella che in Italia chiamiamo la Brigata Ebraica; che contribuì alla liberazione dell'Italia. Questa compagnia fu la prima a cui fu consentito di avere anche ufficialmente una connotazione ebraica.

È molto importante però sottilineare che la Brigata Ebraica combatté durante gli ultimi mesi della guerra in battaglie che si rivelarono fondamentali per lo sfondamento della "Linea Gotica"; molte altre compagnie formate da Ebrei di Palestina erano sui campi di battaglia dal 1941 a partire dalla Battaglia di El Alamein.

Dal 1941 Le unità ebraiche nell'esercito britannico erano il melting pot dei nuovi immigrati.. Un luogo in cui il comune denominatore era l'ebraico e lo spirito ebraico nazionale. Fin dall'inizio, il volontariato ebraico è stato caratterizzato dall'esercito britannico, nella sua ricerca per enfatizzare la sua unicità nazionale all'interno della struttura straniera in cui era basato. Questo sforzo si riflette nella lotta per la lingua ebraica, la bandiera blu e bianca, il simbolo e l'autorità per cantare l'inno. La lingua ebraica spinse le lingue madri dei volontari in una lingua semi-ufficiale nell'esercito, così che in unità "miste" gli ordini furono pubblicati in entrambe le lingue. D'altra parte, le unità che divennero unità ebraiche erano orgogliose che tutti gli ordini sul campo di parata fossero puramente ebraici e il sabato era il giorno di riposo ufficiale dell'unità. Il tema principale condiviso da tutti era il desiderio di prendere parte attiva al fronte. Agli occhi dello Yishuv, le unità ebraiche simboleggiavano il contributo allo sforzo bellico.

I soldati delle unità ebraiche locati su tutto il fronte Europeo e Nord Africano si distinsero non solo per la loro professionalità, ma anche e soprattutto per la ricostruzione delle Comunità Ebraiche locali man mano che le città venivano liberate e per la gestione dell'immigrazione clandestina nel futuro stato di Israele nei primissimi anni del dopoguerra

L’elezione del nuovo Premier inglese Winston Churchill ed il cambio al vertice della Segreteria di Stato per le Colonie, presieduta ora dal conservatore George Lloyd, dava nuovo impulso all’azione di pressione dell’Agenzia Ebraica nei confronti del governo britannico. Il 29 maggio 1940 Weizmann scrive a Churchill ribadendo l’urgenza della costituzione di una forza armata ebraica in Palestina. Il leader sionista insiste circa l’utilità strategica che una ulteriore e più massiccia mobilitazione di uomini e risorse in Palestina avrebbero potuto rappresentare per la causa britannica e suggerisce al Primo Ministro di formare un Comitato esecutivo con l’incarico di occuparsi della questione, coinvolgendo nei lavori il Colonial Office ed il Ministry of the Supply and Economic Warfare. Nella stessa lettera, Weizmann illustra a Churchill i possibili vantaggi di un maggiore coinvolgimento delle risorse umane, tecniche, economiche e logistiche dell’Yishuv in funzione della guerra contro la Germania, facendo presente la possibilità concreta di reclutare sino a 30.000 uomini addestrati o comunque già in piccola parte impegnati quali ausiliari all’interno delle forze britanniche, nonché la possibilità di supportare le forze britanniche attraverso il proprio servizio di intelligence.

È questo un momento chiave per l’avvio della costituzione di una Jewish Fighting Force palestinese.

Link all'elenco delle singole unità ebraiche inquadrate negli eserciti alleati durante la Seconda Guerra Mondiale ed alla loro storia

[in inglese]

http://www.jwmww2.org/Jewish_Units_in_the_British_Army

Divisa originale oggi conservata nel museo presso il Beth Shlomo

Bandiera allora del Sionismo oggi dello stato di Israele realmente utilizzata dalle Compagnie Ebraiche in Italia oggi conservata nel museo presso il Beth Shlomo

La Spezia 1946 Nave per l'emigrazione illegale in Israele

BETH SHLOMO - SINAGOGA DEL CENTRO - Cod. Fiscale 97145630154

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